lunedì 12 maggio 2008

Dedicato a Marzia, Michela, Marta ed Elisabetta

Le ultime battute della sceneggiatura del film “Cyrano de Bergerac”
di J. P. Rappeneau


R.- La lettera, vorreste?
C.- Si, lo voglio, e oggi.
R.- A Voi.
C.- Vorrei capire.
R.- Aprite, su…
C.- “Rossana, addio, vado a morire…”
R.- A voce alta!
C.- “… avverrà domani, beneamata, ho il cuore ancora pieno di anima
inappagata, e muoio, e mai più, mai i miei occhi assetati, i miei
sguardi che Voi…”
R.- Che accenti inusitati, per leggere.
C.- “…che Voi invano dissetavate carezzeranno al volo i gesti che Voi
fate – ne rivedo uno che Vi è molto familiare, quel toccarvi la fronte..
e io vorrei gridare “
R.- Come leggete questa lettera…
C.- “ e grido addio, mia cara, mia carissima, tesoro, amore…”
R.- Una voce che…ha un calore che non si ascolta mai, ma che non
ascolto per la prima volta.
C.- “… il cuore mio giammai Vi abbandonò un secondo, io sono e sarò
fino nell’altro mondo colui il quale Vi amò – immensamente…chi..”
R.- Com’è che fate a leggere quasi al buio, così ?
C.- E’ sera…?
R.- Dunque Voi!!
C.- Rossana, Vi sbagliate!
R.- Dovevo già capirlo dal come mi chiamavate!
C.- No, io non fui quello.
R.- Foste Voi.
C.- Non fu mia.
R.- Foste Voi. Adesso scopro tutta la splendida bugia, la lettera…
C.- No.
R.- Le frasi galeotte, dolci e forti…
C.- No.
R.- Voi la voce nella notte…
C.- No – giuro di no!
R.- Ma l’anima era…la Vostra, dentro.
C.- Non Vi amavo.
R.- Moltissimo.
C.- No… l’altro…io non c’entro.
R.- Mi amavate…già il Vostro mormorio…
C.- No, no, mio caro amore, non Vi amavo, amor mio…

R.- Oh, cose nate e morte tra sogni e disinganni… perché aver taciuto
questi quattordici anni dato che in questo foglio che di lui nulla
contiene le lacrime son Vostre?
C.- Ma il sangue, gli appartiene.



…………..



R.- Sorelle! Aiuto, venite!
C.- No, ogni premura è vana, lasciatele, che preghino, con la loro
campana.
R.- Oh… io Vi ho reso infelice… io!… io!…
C.- Oh, Voi, così gentile! Ignorai la dolcezza delle donne, ebbi ostile mia madre a cui non piacqui, sorelle non ne ho avute, per paura del
ridicolo le donne le ho temute. Vi devo l’amicizia che mi deste…
infinita. Grazie a Voi una veste passò nella mia vita…
R.- Io Vi amo, vivete!
C.- Troppo tardi, cugina!
Sto per salir lassù, nella luna opalina. Le anime che amo, simili agli
estri miei, ritroverò in esilio, assieme a Socrate e Galilei.
filosofo, naturalista, maestro d’arme e rime, musicista, viaggiatore
ascensionista, istrione, ma non ebbe claque, amante anche, ma senza conquiste…qui giace Ercole Savignano Cyrano de Bergerac, che fu tutto, ma lo fu invano.

Notte del 13 maggio

Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sé di città in città, di paese in paese; imballati con cura, tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola riga. Poi, dopo vent'anni, viene un momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d'un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione.

Elias Canetti

giovedì 8 maggio 2008

L'aforisma della prima sera

Il libro è il più sorprendente fra i vari strumenti dell'uomo.
Il microscopio, il telescopio, il telefono, l'aratro e la spada sono estensioni del suo corpo.
Ma il libro è un'altra cosa; il libro è un'estensione della memoria e dell'immaginazione.

Jorge Luis Borges



La bella Rossana, come tutti sapete, si innamora del cadetto Cristiano perché è un ragazzo attraente. In realtà, dopo averlo conosciuto, comincia a desiderare sempre di più le parole che lui le dedica: ma sono quelle di Cyrano! Infatti Cristiano non sa mai cosa dire.
Poco dopo Cristiano muore in battaglia e Rossana si ritira in convento, inconsolabile, e custodisce sul cuore come una reliquia l'ultima lettera dell'amato (scritta però da Cyrano, che da sempre la adora...).
Solo molti anni dopo, durante un colloquio con Cyrano morente, capirà di aver sempre amato non il bel Cristiano ma l'autore delle lettere appassionate. Ma è troppo tardi...
Da questa romantica storia vorrei partire per un approccio alla lettura con gli studenti. Andando sicuramente contro corrente, vorrei far passare l'idea che il nostro aspetto, pur non essendo per nulla trascurabile, è comunque subordinato alla nostra personalità, che si sostanzia di esperienze e letture. .
In altri termini, come dice Fedro nella sua favola La volpe e la maschera tragica:
O quanta species ... cerebrum non habet ("Che bella! Ma non ha cervello").

Questo blog è dedicato a qualche bella frase "cortese" di Cyrano (per le dottoresse del corso), ma soprattutto ad aforismi sulla lettura, alla condivisione di titoli che in qualche modo ci hanno cambiato la vita (se vorrete collaborare...) e a qualche consiglio di orientamento nel mare magnum dei libri pubblicati.

Tanto per cominciare, un link attualissimo al sito della Fiera del libro di Torino.
E poi un link a una clip del famoso film di Rappeneau: cliccate qui.